Maker Faire: the day after the boy(s)

Fenomenale Maker Fair 2014: sta sfuggendo a ogni controllo il continuo crescendo di visitatori, nella prima giornata aperta al pubblico. L’estensione dell’evento non aiuta l’orientamento, ma dovrebbe distribuire il flusso ininterrotto di visitatori. Compresi questi tre giorni di Maker Faire, una settimana da cinquantamila persone, si dice.
Appena entrati, i tendoni accaldati dove gli arrivi si concentrano sono già l’inizio di un’avventura speciale. Negli altri spazi di saloni, corridoi e auditorium si svolgono esperimenti e dimostrazioni d’ogni genere e specie, ma innovazione e design, spalmati sulla piattaforma Arduino, non si contano più.
C’è un grande bisogno di informazione. In ogni angolo persone più o meno brizzolate in capelli ingrigiti, ma non troppo, chiedono con sguardo un po’ sperduto cosa consente tutto ciò. Giovani (e giovanissimi) standisti sono impegnati in una prestazione di pazienza e culturalizzazione come mai prima.
Ieri, approposito, una giornata interamente dedicata alle scuole. Afflusso da record, vivacità e una grande dimostrazione di voglia di cambiare. Tutto, ma armati d’inventiva e curiosità, di saldatore e di Arduino, ancora lui.
Un palco con decine di speaker sotto (sotto!) i sedici-diciotto anni. Personaggi, simpatici e intelligenti, che dall’alto del loro metro e rotti hanno illustrato innovazioni, da loro proodotte, che hanno richiamato l’attenzione di presidenti (Obama) e grandi multinazionali (essere assunti da Intel avendo poco più di 15 anni è un gran colpo, per Intel. Sarebbe mai potuto accadere in Italia?).
Questi sono pochi flash, prima impossibili per mancanza di tempo in una continua immersione tra eventi e incontri.
Molto è stato documentato, ve ne offriremo assaggi nei prossimi giorni. Intanto tutti a Roma, fino a domenica 5 ottobre 2014 si è ancora in tempo per una visita. Che vale un viaggio, qualunque impegno comporti.

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